Cerco di districarmi tra timori e speranze per un immediato futuro. Fermare immagini e fantasie è lo sforzo per restare attaccato al presente.
Non c’è perdono se non c’è giustizia.
Non c’è giustizia se non c’è verità.
Ma non c’è verità, qui in giro.
Non riuscirò mai a essere cinico, come tanti “grandi uomini furbi”.
Sarò un piccolo uomo, allora.
Le memorie si stanno cancellando.
Di cose passate mi resta una sensazione. Persone. Luoghi. Musiche. Me stesso.
Poi, molto indistinto.
Contemplo la complessità. Non ho la credibilità né tempo per analisi o giudizi.
Sbiadisce qualche ricordo, non la mano che mi teneva e tratteneva a sé.
(Un po’ Davide Van De Sfroos)
Stanco di troppe parole, mi commuovo.
Paura della morte.
Sudore freddo, angoscia.
Come cadere nel vuoto, nel nulla.
Che ne sarà di me?
Non so se è bello piangere. So che ci sono volti, ricordi, parole, note, che ti commuovono. Muovono qualcosa dentro, tagliano il fiato e le gambe, improvvisamente. Vuol dire che sei vivo.
Per il nuovo anno, una nuova calma e un nuovo rispetto.
Fare violenza a me stesso, piuttosto che all’altro.